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Psico-prigione: le 10 lezioni da comprendere per evadere

Mai come ora, dopo un anno pandemico e le continue restrizioni forzate, lo scenario della psico-prigione può essersi manifestato in alcuni aspetti della nostra vita, alimentando in noi una certa sofferenza. 

La situazione di stallo globale, infatti, che sia nel lavoro, nelle relazioni o nella semplice libertà di movimento, è ancora una pesante realtà. È necessario trovare un metodo per scegliere di non scivolare nei vari tunnel mentali e rimanere aperti. Sì, ma come fare?

Nel Manuale di evasione dallo psico-penitenziario di Salvatore Brizzi, vengono racchiuse 10 lezioni utili a comprendere come comportarsi quando questa sensazione di blocco e di chiusura limita la nostra mente, credendo di vivere in una prigione psicologica. 

Ecco, dunque, come iniziare: fare un gran respiro e lasciarsi trasportare da questo nuovo percorso di consapevolezza semplificato in dieci step. 

Il ciclo di consapevolezza: da psico-prigione a pianeta-scuola

Lezione n. 1: la Meccanicità

Quando si vive in una psico-prigione, in realtà quello che sta succedendo è una reazione meccanica messa in atto dalla nostra macchina biologica, intesa come nostro apparato psicofisico (in pratica, il nostro corpo, la nostra mente e le nostre emozioni).

In sostanza, si crede che i nostri istinti di sopravvivenza, o bisogni e paure siano una nostra realtà, senza lasciare spazio alla nostra Anima. Ma anzi, si decide di farla scivolare automaticamente nella schiavitù della macchina biologica e quindi psico-prigione. 

Quello che bisogna considerare è che la nostra macchina biologica funziona come un nostro strumento da gestire, in quanto avendo una propria meccanicità, reagisce invece di agire.

Chi agisce sempre e nel profondo è la nostra Anima, libera e oltre questo sistema, che utilizza per esprimersi ed evolversi al meglio.

La meccanicità del nostro corpo, mente ed emozioni, invece, deriva da tutto ciò che abbiamo ricevuto fin dalla nascita, in base alle nostre esperienze. Dal primo respiro, infatti, come delle spugne, abbiamo assorbito tutto ciò che di macchinoso è radicato dentro di noi, ma che non è Noi. 

Lezione 2: L’identificazione 

“Quando s’incarna, l’Anima fabbrica un determinato apparato psicofisico: quello che meglio esprimerà le sue caratteristiche e che le consentirà di proseguire il suo percorso all’interno del pianeta-scuola, riprendendo il discorso dove lo aveva lasciato al termine dell’incarnazione precedente. Lo fa scegliendo i suoi genitori (e quindi una certa genetica) e l’ambiente dove nascerà.”

Secondo Brizzi, esistono tre fasi importanti di identificazione e disidentificazione:

  • Fanciullezza: succede una disidentificazione con l’Anima a favore di una sempre più completa identificazione con la macchina biologica fatta di corpo, emozioni e, soprattutto, la mente. 
  • L’identificazione con la mente permette alla persona di agire nel mondo duale (bianco/nero – bene/male – yin/yang – io/gli altri) e permette di sviluppare la coscienza di sé sostenendo il “io esisto”. 
  • Maturità: si mette in pratica il “Ritorno a casa del Padre”. Si tratta di disidentificarsi dalla macchina biologica consapevolmente e identificarsi con la coscienza stessa, ossia l’Anima. 

Lezione 3: La legge d’Attrazione 

Argomento già approfondito, la Legge d’Attrazione è quella Legge Universale per cui ogni persona o evento che conosciamo o viviamo, sono in qualche modo attratte da noi nella nostra vita. 

In pratica, ci succede tutto quello che noi vogliamo, anche inconsciamente, che ci succeda per la nostra crescita interiore, anche quando non ne comprendiamo il senso. 

È la nostra Anima che manipola la realtà che ci circonda, affinché ci accadano tutti gli eventi necessari per compiere il cammino del “ritorno a casa del Padre”, l’identificazione con l’Uno. 

Niente succede a caso, dunque, ma soprattutto, niente è possibile manipolare con la sola forza della mente, chi lo esegue è solo la nostra Anima. Dunque, diffidare da chi crea confusione sul tema. L’unico modo per poter cambiare qualcosa nel nostro futuro o nel nostro esterno, è cambiando qualcosa ora e al nostro interno. 

Lezione 4: Il ciclo della consapevolezza

Ed eccoci alla rappresentazione grafica del ciclo di consapevolezza, che comincia dall’Uno: il principio delle cose. 

L’Uno è anche considerato come lo stato di coscienza più profondo, come il sonno senza sogni, o lo stato di coscienza di un neonato, completamente inconsapevole. 

Per senso di individualità, l’Uno ha bisogno di scendere (o cadere) nella sua macchina biologica, nel mondo materiale e nella sua mente, che li fa esprimere il suo “io esisto”. 

Questa separazione dall’Uno e meccanismo duale del mondo mentale, porta l’adulto a sradicarsi dallo spirito della sua natura e sviluppare la sua consapevolezza. Questo momento è la “caduta dello spirito nella materia”.

Dopo l’individualismo o l’Io, la fase successiva del ciclo prevede il “ritorno a casa del Padre”. Si tratta di una ricongiunzione, o “ri-unione” o religione (re-ligo=unisco di nuovo) o yoga (=unione) e tutte le tecniche associate, che riporta l’essere umano alla propria natura di spirito, passando dall’Io al Noi o al Tutto e quindi all’Uno. 

Lezione 5: La Visione del Cuore

“L’apertura del cuore è una condizione di coscienza ben precisa, conseguibile grazie a un costante lavoro, che consente di vedere la realtà per ciò che è veramente, al di là dei condizionamenti inconsci che ci caratterizzano fin da bambini e che influenzano la nostra percezione dei fatti e delle persone.”

La visione del Cuore è l’evasione dalla psico-prigione per eccellenza. Si tratta di una percezione della realtà che seppur conoscendo la meccanicità della prima lezione, vive nel “ciclo della consapevolezza” ed è in grado di trascendere l’immagine di in una psico-prigione con quella del pianeta-scuola. 

Vivere nel Cuore, vuol dire avere occhi per vedere. Non utilizza la mente duale ma una consapevolezza matura, attenta e accogliente. È quello stato di presenza nel qui-e-ora che si manifesta in tutti i fatti quotidiani. 

Non si può provocare la fiamma del Cuore, semplicemente esiste per essere vissuta costantemente, soprattutto quando la stessa ci mette in crisi le nostre maschere, le nostre relazioni meccaniche/emotive agli eventi della vita. 

Lezione 6: La Legge dello Specchio

A questo punto, è possibile vedere con occhi universali o con il Cuore tutto quello che ci succede nella realtà esteriore, attraverso anche la Legge dello Specchio. 

Già approfondita, la Legge dello Specchio aiuta a conoscere noi stessi o le azioni/reazioni che abbiamo tramite gli eventi o persone che viviamo, osservandole come un nostro riflesso

In pratica, gli eventi esterni si trasformano in preziosi fonti di informazioni per noi stessi. Infatti, attraverso l’osservazione delle nostre azioni/reazioni si può procedere con il lavoro su di sé, fondamentale per l’evasione dalla psico-prigione. 

Lezione 7: il senso del giudizio

Quando si trascende dalla mente duale, dall’individualismo per effettuare la fase del “ritorno a casa del Padre” e quindi uscire dalla psico-prigione, è fondamentale comprendere che:

  1.  Il giudizio nella realtà non esiste. Ciò significa che chi ha “occhi per vedere” non si sente mai giudicato.
  2. Le persone si sentono giudicate dagli altri solo in quanto il“senso del giudizio” risiede in loro permanentemente, come un’anomalia psicologica, sebbene esso oggettivamente non esista (vedi Punto Primo).
  3. Chi possiede dentro di sé il senso del giudizio (praticamente tutti), quando parla, che lo voglia o meno, è costretto a giudicare, indipendentemente dalle parole che utilizza. Ciò che fa e che dice è pervaso del medesimo giudizio che percepisce da parte degli altri nei suoi confronti.

In ogni circostanza della vita, è importante osservare come rispondiamo o parliamo con le altre persone, cosa pensiamo di loro o di ciò che fanno. Sulla base di quello che notiamo, con la Visione del Cuore, saremo in grado di comprendere a che livello di giudizio siamo!

Lezione 8: Trasmutazione alchemica

La trasmutazione alchemica rappresenta l’apertura del Cuore, e la creazione di “nuovi occhi per vedere”. Non parla di evasione dalla psico-prigione come una fuga. Scappare, infatti, non serve a niente. La legge dell’attrazione ti farà rivivere la stessa esperienza (anche di psico-prigione) finchè non impari la lezione (pianeta-scuola).

Questo processo, dunque, non si esegue solo nella mente con i propri pensieri, bensì attraverso due fattori che agiscono in maniera concomitante: presenza nel qui-e-ora e apertura del Cuore. 

Vedere il mondo in maniera mentale (giusto/sbagliato) genera delle emozioni all’interno della nostra macchina, come la rabbia, gelosia, ansia… Al contrario, 

sforzandosi di osservare tali manifestazioni di emozioni, imponendoci di restare presenti a noi stessi, nel qui-e-ora, ossia di ricordarci di noi, creiamo una certa dose di attrito rispetto alle reazioni meccaniche della personalità. L’attrito produce un Fuoco che agisce sugli atomi sottili della sostanza emotiva che compone la rabbia, esso fa in modo che tali atomi si trasformino e si produca così una nuova sostanza che si cristallizza nel nuovo corpo in costruzione: “il corpo dell’anima”. 

Questo processo, porta la rabbia ad un livello di emozione superiore e come lei tutte quelle emozioni spesso definite “negative”. Aprendo il Cuore e attuando la trasmutazione alchemica, si costruisce una sorta di “senso sottile” che appartiene al “corpo dell’anima”.

Questo stesso senso sottile sarà parte di quell’occhio che vede e che percepisce nuovi aspetti di bellezza nel mondo e per provare nuove corrispondenti emozioni superiori. 

Lezione 9: Karma e perdono

Quando ci si identifica con l’Anima e ci si sente, dunque, Anima, bè.. non esiste la morte!

Anzi, ogni qualvolta che durante le reincarnazioni si scende e si vive il “ciclo di consapevolezza”, si procede con il cammino evolutivo e si contribuisce a fornire nuove informazioni ed esperienze al nostro karma. 

Può esserci un’incarnazione in cui l’essere umano decida di procedere concentrandosi sul lavoro su di sé, volendo velocizzare il ciclo di consapevolezza e vivere molto presto con la visione del Cuore. 

Uno degli aspetti più visibili di chi riesce a vivere con l’apertura del Cuore e attuando la Trasmutazione alchemica, sono quelle persone che “perdonano”

“Il perdono è il balsamo che guarisce e libera dalle catene del karma.” 

In questo senso, il perdono viene vissuto non come atto morale, ma come processo alchemico che libera definitivamente le persone dalle sbarre della psico-prigione. Quando si vive nel perdono, non si creano attriti interiori e si vive nell’immortalità e quindi nell’Anima.

Lezione n.10: L’arte di osservarsi

Come per ogni ciclo, anche la pratica dell’auto-osservazione rappresenta l’inizio e la fine del lavoro su di sé. 

Domande come: “Perché sto reagendo in questo modo? Perché sto dicendo questa frase? Che rapporto ho con il denaro? Che rapporto ho con il sesso?”, rappresentano il risveglio, l’umiltà di chi si auto-osserva imparare a conoscersi per migliorare (pianeta-scuola). 

Al contrario, chi vive nell’ambiente della psico-prigione, rimane schiavo della sua macchina biologica, entrando in quello stato ipnotico che lo costringe all’interno della “Corsa del topo” come diceva Kiyosaki. 

Con l’auto-osservazione, si inizia il cambiamento di paradigma necessario per evadere dalla prigione psicologica con un atteggiamento che ci porta a vedere la Terra come un  pianeta-scuola. 

Nello stato ipnotico, vivere pochi mesi o 90 anni non fa molta differenza, in quanto lo stato ipnotico puó dirsi vita, ma non ancora “vita cosciente”. È quella vita ordinaria che si fa dentro la prigione, paragonabile a una vita da dormiente o addirittura da zombie. 

Osservare, invece, vuol dire restare presenti a noi stessi mentre agiamo e parliamo, nella quotidianità, cercando di farlo in tempo reale, in modo da vivere capaci di “risvegliarci a noi stessi” proprio mentre si è in preda a quel meccanismo.

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