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Gestire la rabbia con la formula del ricordo di sé

Saper gestire la rabbia e padroneggiare tutte le emozioni negative quando si presentano è il risultato di un gran lavoro che porta la messa in atto della formula del ricordo di sé, e cioè rimanere presenti quando l’emozione si manifesta. Ma che vuol dire questo?

Ci sono momenti, situazioni o persone che vengono percepite dal nostro conscio o inconscio come un campanello d’allarme per la nostra sopravvivenza, facendo scatenare dentro di noi una forte emozione, a volte anche distruttiva: la rabbia. 

Come tutte le emozioni, anche la rabbia possiede una sua energia che può diventare benefica se solo si è in grado di comprenderla e gestirla. Ecco quindi che ciò di cui si sta parlando non è la causa o il motivo che ci fa arrabbiare, ma di come noi reagiamo a tale emozione. 

Il ciclo del risveglio-crescita-consapevolezza della crescita personale può dunque iniziare da questo punto di partenza, lavorando non tanto su chi o cosa ci fa arrabbiare, la situazione a cui noi diamo il potere di farci provare rabbia, ma osservando come noi ci comportiamo in tale circostanza. 

Le diverse tipologie di reazioni alla rabbia

In base alle proprie esperienze personali e al proprio carattere, ogni individuo reagisce a suo modo alla rabbia.

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Ecco alcuni comportamenti generici:

  • interiorizzare la rabbia: tenere dentro il “fuoco che brucia” perché alimentato da ogni tipo di rancore, causa di emozione repressa;
  • allontanarsi dall’oggetto/causa di rabbia: “scappare”, si cerca di non pensare e di non provare rancore, ma ci si auto-ferisce e si sta male, credendo che il tempo possa poi guarire tale ferita;
  • sfogare la rabbia: lasciare che l’emozione padroneggi la nostra persona, il famoso “sangue al cervello”, rischiando di parlare o agire in modo inadatto rispetto la situazione in cui ci si trova.
  • incolpare gli altri mentre si prova rabbia: rimanere lontani dalla situazione-oggetto che ha creato l’emozione ma creare altri motivi con altre persone per scaricarla. 

Per gestire la rabbia, è necessario in primis spostare l’attenzione sui nostri comportamenti, e passare poi al prossimo step: definire la rabbia e trasformarla in energia benefica. 

La rabbia: il campanello d’allarme davanti agli ostacoli

Potrebbe sembrare un’utopia, ma se ci pensi bene la rabbia è la risposta emozionale alle minacce per la nostra sopravvivenza, è tutto ció che ci fa scatenare quando ci sentiamo attaccati sui nostri principi, valori, affetti (le basi della nostra vita) ed è quel meccanismo di contro-attacco quando si attiva il campanello d’allarme interiore. 

Indipendentemente dalle situazioni, la rabbia è un’energia che ci “tira fuori” e “libera la nostra esistenza”. 

Come in una corsa ad ostacoli, la rabbia si presenta quando vediamo l’ostacolo occasionale sul nostro percorso che ci può far fermare, far cambiare direzione, oppure ci può far “tirare fuori” l’energia giusta per affrontarlo, riuscendo a saltarlo e a proseguire così il nostro cammino. 

Quindi, niente paranoie su chi, cosa e quando, gli ostacoli che si presentano nella nostra vita arrivano sempre per una ragione e la rabbia è giustamente lì pronta per farci sentire e accorgere che bisogna affrontarli!

Formula per gestire la rabbia: il ricordo di sé come ancora di salvezza

Affrontare un’emozione vuol dire scavare nel proprio profondo: osservarsi, conoscersi e ricordarsi di sé, meglio se nel momento in cui l’emozione pervade il corpo e la mente.. 

Immagina di vivere una situazione che ti ha fatto arrabbiare, prova a riviverla e precipitati nel momento in cui stai provando la rabbia.. cosa puoi fare per affrontarla in modo dignitoso?  

Sicuramente, questo processo si è verificato tante di quelle volte in modo inconscio, che neanche ce ne siamo accorti di aver provato e gestito la rabbia! Ma quando succede sul piano conscio, bè meglio fare un gran respiro e attuare la seguente formula: 

1) Stai provando rabbia

2) Sposti il focus dall’emozione che senti ai comportamenti che stai adottando (le tue reazioni alla rabbia)

3) Fai un gran respiro: sei nella fase del ricordo di sé, la tua ancora di salvezza, e stai gestendo la rabbia;

4) Percepisci che si tratta di una super energia di difesa, del campanello d’allarme,  senti di avere dentro di te un ostacolo da saltare.

5) Sei presente

6) Scegli di padroneggiare tale energia per “saltare l’ostacolo” e proseguire il tuo cammino

Che tu riesca o meno a superare l’ostacolo, al momento poco importa, sei riuscito indubbiamente a gestire la rabbia valutandola per la sua energia benefica

Potrebbe essere un fatto isolato, oppure una situazione karmica e cioè una situazione che si ripete finché non s’impara la lezione (o si supera l’ostacolo), ma una cosa è certa: hai lavorato su di te, hai consapevolizzato che sei in grado di padroneggiare e gestire le tue emozioni, sei un individuo risvegliato.

La chiave, come sempre, è riuscire a rimanere presenti e a non lasciarsi trascinare da condizionamenti mentali, fisici e/o emozionali. 

Conclusione

La rabbia aiuta a tirar fuori la nostra esistenza quando percepiamo minacce esterne e, pertanto, bisognerebbe utilizzare questa forte energia per scopi benefici, elevando il proprio livello di coscienza! 

Infatti, accorgersi che non è la rabbia o l’oggetto della rabbia la vera causa dei nostri malesseri, è l’inizio di questo piccolo viaggio di crescita personale, un vero e proprio risveglio che prevede un lavoro di osservazione, conoscenza e comprensione di noi stessi tale da ricordarsi di sé durante le situazioni. 

Istituire le proprie ancore di salvezza, come un respiro profondo, una canzone, un esercizio fisico è il miglior modo per aiutare se stessi a gestire la rabbia e le proprie emozioni e a migliorare la propria vita.

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