ricchezza cashflow

Cashflow e ricchezza: come uscire dalla “Corsa del topo”

Una logica di pensiero sul concetto di ricchezza e su come funziona il modello del cashflow (flusso di cassa) del ricco, la racconta Robert T. Kiyosaki, autore del best seller “Padre Ricco Padre Povero. Quello che i ricchi insegnano ai figli sul denaro

Cresciuto tra padre istruito, definito da lui “povero”, e padre imprenditore definito da lui “ricco”, Kiyosaki descrive i punti chiave di un ragionamento mentale volto a riscoprire il proprio genio finanziario attraverso le sue sei lezioni sulla ricchezza. 

Non solo, Kiyosaki cerca di trasmettere ai lettori un concetto ancora più ampio: l’uscita dalla Corsa del topo, e cioè quella trappola mentale che induce la maggior parte delle persone a condurre una vita dipendente dal solo reddito da lavoro. Ecco come descrive il modello:

Lavorano per i proprietari dell’azienda in cui sono impiegati, per le tasse che mantengono lo Stato, per pagare le carte di credito ed estinguere il mutuo immobiliare contratto con la banca. «Intanto, ammoniscono i figli a “studiare sodo, prendere ottimi voti e trovare un posto fisso”. Non imparano niente sul denaro, ma molto su chi si approfitta della loro ingenuità, finendo per faticare come degli schiavi per tutta l’esistenza. Il processo si tramanda alla generazione seguente di “grandi lavoratori”. Questa è la Corsa del topo

Le 6 lezioni sulla ricchezza di Kiyosaki:

1. I RICCHI NON LAVORANO PER I SOLDI, SONO I SOLDI A LAVORARE PER LORO.

La differenza tra “ricchi” e “poveri” la fa proprio questa prima lezione: i poveri e il ceto medio lavorano per i soldi, costruendo redditi, mentre i ricchi costringono i soldi a lavorare per loro, costruendo attivi. 

Il modello del cashflow, sia del ricco che del povero, è formato sostanzialmente da due tabelle così composte:

  • redditi e spese (situazione economica)
  • attivi e passivi (situazione patrimoniale)

Le persone che vivono nella trappola della Corsa del topo, semplicemente non conoscono l’importanza della situazione patrimoniale, ma adattano la propria vita economica dipendendo dall’unico reddito, quello proveniente dal lavoro. 

I poveri hanno una percezione della realtà delimitata dalla paura (di rimanere senza soldi) con la conseguente sottomissione al posto di lavoro, e una percezione del denaro associata all’avidità, peccato e sporcizia. 

Dall’altro canto, la mentalità del ricco si evolve nel momento in cui si considera prioritaria la situazione patrimoniale su cui vengono creati nuovi redditi provenienti non solo dal lavoro. Ecco perché un ricco costringe i suoi soldi a lavorare per lui. 

In questo senso, solo quando i propri soldi lavorano per la propria persona, e non viceversa, la percezione del denaro e della paura di rimanere al verde, cambia. 

L’invito in questa lezione è quello di valutare l’alternativa suddetta, semplicemente cambiando se stessi, aprire la mente e comprendere i risultati possibili che si possono raggiungere mettendo in pratica il modello del cashflow del ricco

Il viaggio di trasformazione da povero a ricco spezza il dogma precedente e lascia che la persona acquisisca abilità personali per gestire emozioni, rischio, paure e ostacoli in modo differente

2. PERCHÉ INSEGNARE L’ABC FINANZIARIO

Come per ogni nuova materia, è importante istruirsi ed acquisire e sviluppare una propria  intelligenza finanziaria.

Secondo Kiyosaki, la prima regola dell’intelligenza finanziaria è saper distinguere tra attivi e passivi e comprare i primi. 

“Un attivo è qualcosa che mi mette denaro in tasca. Un passivo è una cosa che mi toglie denaro dalle tasche. È tutto ciò che vi serve sapere. Se desiderate arricchirvi, dedicate la vita a comprare attivi. Qualora vogliate essere poveri o restare nella classe media, dedicate la vita a comprare passivi. Non saper distinguere tra i due casi è alla base di ogni difficoltà finanziaria che insorge nella vita reale.”

Ecco un elenco di alcuni attivi che producono redditi:

  • Gli affari che non richiedono la mia presenza. Li possiedo, ma sono gestiti da altre persone. Se devo lavorarci, non è un affare, ma diventa la mia occupazione. 
  • Azioni. 
  • Obbligazioni. 
  • Fondi comuni di investimento. 
  • Immobili o proprietà fondiarie che producono rendite. 
  • Cambiali attive (pagherò). 
  • Diritti d’autore su opere d’ingegno come musica, brevetti, sceneggiature. 
  • Qualsiasi altra cosa che abbia valore, produca reddito, si rivaluti e abbia già un mercato.

Un altro aspetto importante è che il denaro accentua il modello del cashflow che abbiamo in testa. Questo vuol dire che se dedichiamo le nostre entrate in tutto ciò che è spesa o passivo, l’aumento di guadagno porterà solo a un aumento di spese e niente di più. 

Si passa da essere un povero/ceto medio ad essere un povero/ceto medio, seppur con guadagni e spese più alte di prima. 

L’unico modo per arricchirsi è applicare il modello cashflow del ricco, utilizzando con sagacia finanziaria i propri guadagni e facendoli fruttare nel modo più redditizio, prima che essi diventano spese o passivi. 

Questo è possibile soltanto quando la persona sa gestire le proprie emozioni, non segue la folla o la moda, e riesce ad agire con mosse intelligenti basate sui propri studi o ingaggiando persone più intelligenti di lui. 

In fondo, se si entrasse nella mentalità del ricco e si continuasse a concentrarsi nella colonna degli attivi, questi produrrebbero rendite sufficienti per coprire le spese e il saldo attivo verrebbe reinvestito producendo sempre più redditi. Risultato: i ricchi diventano sempre più ricchi! 

3. OCCUPARSI DEI PROPRI AFFARI

“Pensare agli attivi e non ai redditi: l’errore sta nel fatto che, intraprendendo il mestiere per cui si è studiato, ci si dimentica di occuparsi dei propri affari. Così, si passa la vita a servire gli interessi altrui, rendendo ricchi gli altri. Per essere finanziariamente sicura, una persona deve pensare al suo interesse. Ciò significa preoccuparsi della colonna degli attivi, non di quella dei redditi.” 

Un qualcosa di ricco da insegnare ai propri figli non ancora indipendenti è la gestione dei propri affari, piuttosto che la specializzazione di un lavoro/mestiere. 

È importante che ogni persona trovi degli attivi di cui innamorarsi in modo che se ne prenda cura e che si coinvolga, intuendo i mercati rialzisti e riuscendo a implementare strategie di investimento efficaci. 

Solo quando il cashflow aumenta, e l’intelligenza finanziaria sta avendo i suoi risultati,  allora è possibile dedicarsi a spese extra e meritate. I ricchi sanno bene, infatti, che i beni di lusso (come la macchina nuova o la prima casa) vanno comprati come ultima cosa, mentre i poveri e la classe media li comprano spesso come prima cosa. 

“La maggior parte della gente agisce d’impulso e compra la macchina nuova, o un altro sfizio, a credito. Forse si annoia e vuole un giocattolo nuovo. Ma comprarlo a credito induce prima o poi a odiarlo perché il debito diventa un fardello finanziario.”

4. LA STORIA DELLE TASSE E IL POTERE AZIENDALE

In questa lezione, si analizza un’altra spesa legata sia agli attivi che ai passivi, le tasse da pagare allo Stato. 

Rispetto le organizzazioni statali, il privato detiene un potere aziendale superiore. Ecco come: mentre la maggior parte delle persone cerca un posto fisso o di fare carriera nel settore pubblico, perché più “sicuro”, non si rende conto che più queste organizzazioni statali aumentano e più ci sarà bisogno di sempre più tasse per finanziarle

Si forma un vero e proprio stagno della circolazione monetaria basata sulle tasse. 

Nel privato, invece, le tasse sono solo dei costi da gestire e non la base del finanziamento. Non solo, le tasse diventano per i ricchi anche una forte motivazione, in quanto conoscendole a pieno è possibile applicare certe strategie in modo più efficace. 

Infatti, le tasse rientrano nei principi base su cui viene calcolato il quoziente di intelligenza finanziaria secondo Kiyosaki:

  • La contabilità. Ciò che definisce l’ABC finanziario, un’abilità essenziale per chi vuole costruire un impero. Più denaro si gestisce e più accuratezza è richiesta, altrimenti crolla la casa
  • Gli investimenti. Ciò che definisce la scienza del denaro che produce denaro
  • Capire i mercati. È la scienza della domanda e dell’offerta.
  • La legge. La consapevolezza delle norme e dei regolamenti statali e nazionali relativi alla contabilità e alle aziende.  Da cui derivano: 1. Vantaggi fiscali: e 2. Protezione giudiziaria: un imprenditore capace di sfruttare le esenzioni fiscali e le protezioni legali di un’azienda può arricchirsi molto più rapidamente di chi fa l’impiegato o possiede una piccola impresa individuale

5. I RICCHI INVENTANO IL DENARO

Il gioco del cashflow mostrato da Kiyosaki insegna il rapporto esistente tra il conto Profitti e Perdite e lo Stato patrimoniale: si vede come “il flusso di cassa” (Cashflow) tra i due determini la ricchezza personale. 

In pratica, la ricchezza dipende dall’incremento del cashflow mensile derivante dalla colonna degli attivi, così che esso superi le spese mensili. Fatto ciò, si esce dalla Corsa del topo e ci si immette sulla Corsa finanziaria veloce.

Ma cosa vuol dire inventarsi il denaro? In sostanza, riscoprire il proprio genio finanziario, diventando non solo esperti di contabilità, investimenti e legge ma comprendendo proprio il mercato e saper agire in modo audace. 

Innanzitutto, è importante saper osservare i feedback della vita e imparare molto da quello che si osserva. Guardare con attenzione i feedback della vita permette alle persone di crearsi nuove possibilità finanziarie, sviluppando una propria creatività nel risolvere guai finanziari. 

Un altro aspetto fondamentale della ricchezza è la percezione dei soldi:

“I soldi non sono reali, la nostra mente è l’unica fonte di ricchezza. [..] «Cos’altro è se non è reale?» «Ciò che concordiamo che sia», si limitava a rispondere il padre ricco. Il bene più potente che abbiamo è la nostra mente. Se la esercitiamo bene, possiamo creare enormi ricchezze in un attimo.”

In pratica, se il denaro esiste solo negli accordi, allora è molto più semplice utilizzare l’intelligenza finanziaria per inventarsi i soldi. Questa prospettiva aumenterebbe anche la consapevolezza del mercato, ad esempio trasformando gli insuccessi della vita in successi monetari mettendo in pratica l’intelligenza finanziaria.  

In alternativa, si seguirà il dogma prevalente del povero/ceto medio, che consiste nel vivere coprendosi le spalle, diversificando il rischio e mettendo i soldi solo in investimenti sicuri, che però sono sterilizzati, cioè gli utili che danno sono di gran lunga inferiori. 

Tutto dipende dal grado della propria intelligenza finanziaria che a sua volta attirerà nuove opportunità. Più si diventa intelligenti e più sarà facile distinguere un affare positivo da uno negativo o rendere positivo uno che non lo è. Bisogna investire di più sull’istruzione che sulle azioni, beni immobili o altri mercati. Più si è svegli e più si è in grado di invertire le probabilità contrarie. 

Tuttavia, bisogna ricordarsi sempre che è importante divertirsi. Questo è solo un gioco: a volte si vince e a volte s’impara. Molti non vincono mai perché hanno troppa paura di perdere.

Le qualità del buon investitore secondo Kiyosaki: 

  1. Saper cogliere un’occasione mancata da altri: vedere con la mente ciò che gli altri non vedono con gli occhi. 
  2. Come procurarsi denaro. La persona media si affida solo alle banche. Il buon investitore deve sapere come procurarsi del capitale ( esistono numerose maniere da cui sono escluse le banche) Per iniziare, ho imparato a comprare case senza una banca d’appoggio. 
  3. Come organizzare le persone intelligenti. I saggi assumono persone più intelligenti di loro, o sollecitano la loro collaborazione. Quando avete bisogno di consigli, assicuratevi di scegliere bene i vostri consiglieri
  4. Il rischio esiste sempre, per cui meglio imparare a gestirlo invece di evitarlo

6. LAVORARE NON PER I SOLDI MA PER IMPARARE

“Per il padre istruito la sicurezza occupazionale era tutto; per il padre ricco l’apprendimento era tutto.”

L’ultima lezione sottolinea il concetto di quanto cambiare spesso lavoro, o passare da un’azienda all’altra o fare tante esperienze, sia oggi sintomo di intelligenza, rispetto la sicurezza di un’occupazione specifica che, al contrario, porta alla trappola della Corsa del topo. 

Si lavora per imparare e ci si dimentica dei soldi: si sviluppano tecniche e strategie nella vendita e comunicazione, abilità come la contrattazione e si creano delle sinergie professionali, in grado di tenerci sul pezzo e mantenere una mente attiva, ricca!

Inoltre, per arricchirsi, è necessario sapere prima dare e poi ricevere, e non il contrario. 

Per i ricchi, la generosità finanziaria è la base di più ricchezza, mentre il povero e ceto medio pensano che solo quando avranno soldi in più, li potranno donare. In questo secondo caso, lavorando per i soldi, è quasi una mission del tutto impossibile. 

Conclusione

La logica di pensiero di Robert T. Kiyosaki, attraverso il sistema o modello del cashflow del ricco, ha riscosso un enorme successo. 

Robert mette in luce mentalità che potrebbero aprire orizzonti e migliorare la situazione economica di qualsiasi essere umano, uscendo dalla trappola della Corsa del topo e iniziando la Corsa finanziaria veloce. 

Intelligenza finanziaria, la percezione dei soldi e la gestione delle emozioni, impulsività e rischi sono solo alcuni aspetti del duro lavoro di crescita personale necessario per essere ricchi e vivere nella prosperità. 

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