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La sacra sessualità: praticare il sesso come un rito

L’accostamento delle parole sacro e sessualità può sembrare dissonante, eppure c’è chi sostiene il contrario, definendo la pratica del sesso come un rito. Ecco l’interpretazione dello scrittore esoterico Salvatore Brizzi, autore del libro “La sacra sessualità”.

Nel suo desiderio di mettere in luce e guarire le problematiche legate al sesso di cui molte persone soffrono, Brizzi invita a valutare l’idea del sesso come un qualcosa di sacro.

“il sacro è tutto ciò che permette una crescita interiore e che permette di avvicinarsi all’Uno, quell’Uno da cui si è originati e di cui si è pervasi in ogni proprio atomo“

Al giorno d’oggi, il metodo più facile per entrare in contatto col tema della sessualità sono i materiali pornografici distribuiti gratuitamente nel web che, per i giovani, è solo l’inizio di una deviazione sessuale. 

A questo proposito, Brizzi sostiene:

Se si insegnasse, invece, il rito del sesso sacrale come nell’antichità (l’era di Atlantide), forse decaderebbero la maggior parte dei problemi psicologici che derivano dai diversi risultati sulle prestazioni, entrando così in un’atmosfera divina, in cui il potenziale energetico sessuale si va ad elevare.”

Che cos’è la sessualità sacrale?

Oggi quello che più si avvicina all’idea è il Tantra, una filosofia di vita che insegna persino a respirare. Praticando il Tantra, si raggiunge un affettività e una condivisione tali per cui l’atto sessuale diventa la cosa meno importante del rapporto. 

Quando si entra nella sessualità spirituale, tutto quello che c’è intorno è così gratificante che la penetrazione o sfregamento degli organi sessuali passano in secondo piano davanti alla molteplicità di esperienze che si vivono e condividono. 

L’energia sessuale: l’utilizzo magico e l’evoluzione personale dei praticanti

“L’energia sessuale è una forza dirompente e potentissima, una forza che, se indirizzata nel Cuore, può realmente permettere di toccare il Divino.” 

Quando si parla di energie vitali (di cui l’energia sessuale fa parte), si entra nel mondo dei chakra o punti energetici. In pratica, esistono delle pratiche o riti legati al sesso che possono smuovere delle energie interiori, curare degli aspetti di sé e rivitalizzare determinati centri.   

Una tecnica che veniva praticata regolarmente nell’ambito dell’antica magia è l’evitamento dell’eiaculazione esteriore. L’uomo con forza di volontà, di concentrazione e con l’allenamento, riesce ad impedire l’emissione del seme all’esterno, indirizzando tale forza verso l’interno, elevandola su un altro piano. 

Facendo salire dentro di sé questa energia, si possono sia creare delle entità sul piano più sottile (come far nascere consapevolmente la forma-pensiero di un’associazione, un partito, un libro, una scuola iniziatica o altri progetti), sia aprire – o meglio rivitalizzare – i propri centri (chakra) superiori. 

Si deve divenire capaci di far salire all’interno, in verticale, questa energia andando così a toccare il chakra del Cuore,il chakra della Gola, chakra del Terzo Occhio e chakra Corona. 

Sono pratiche da eseguire quando l’anima è pronta. Per uno che s’illumina, ce ne sono cento che si fulminano! 

Le deviazioni della sacra sessualità e il pos-sesso

La deviazione della sacra sessualità è l’utilizzo del sesso non per scopi puri o sacri ma per scopi personali, egoici, e cioè legati al piacere e al possesso.

L’energia sessuale è un’energia molto potente e quindi per mezzo di essa si può letteralmente possedere qualcuno o, attraverso rituali che la coinvolgono, si possono possedere anche interi gruppi di persone. 

Ecco la prima deviazione: i fini personali. Perdere la centratura del “sacro” vuol dire diventare schiavo del pos-sesso, cominciando a usare questa energia per possedere il partner.

In fondo, pensandoci bene, perché si fa sesso? Nella maggior parte dei casi, anche se nessuno lo ammette, si fa l’amore per possedere un altro essere umano magicamente, cioè magneticamente. 

Non è un caso che in amore si parli di “conquista”, quasi si trattasse dell’acquisizione di un territorio da parte di un esercito. 

Oggi il comune rapporto di coppia, in verità, non è ancora fondato sull’Amore, ma su una “legatura d’amore”, una deviazione rispetto a un sano rapporto di coppia che si basa sulla libertà reciproca. 

“Il pos-sesso non è sacro, in quanto sacro è tutto ciò che mi fa sentire parte dell’Uno, e pertanto se cado nel voler possedere l’altra persona lo faccio perchè la sento separata. Oggi bisogna andare oltre, non solo perché il possesso fa soffrire, ma anche perché non è amore. È proprio quella sensazione di non sentire l’altra persona dentro di sé che la si vuole possedere. In verità è mio solo ciò che amo.” 

A differenza del possesso, il senso di appartenenza è quell’energia che appartiene al Cuore. Si sceglie di non tradire il proprio partner o popolo, non per una questione morale ma perchè li sento con tutto il mio Cuore di appartenergli in maniera esclusiva. 

La sessualità nella coppia: quando si manifestano i problemi sessuali, inizia l’Amore

Nella coppia, esistono tre fasi della sessualità che si manifestano nel rapporto. Ecco una breve descrizione.

Fase iniziale della sessualità di coppia

Solitamente sono presenti passione ed eccitazione, la cosiddetta euforia sessuale

Nonostante la bellezza del momento, il contatto tra i due partner non è ancora intimo e profondo, ma solo fisico. In pratica, in questa fase i due partner indossano ancora le loro maschere e puntano ancora sull’apparenza, sull’impressione di sé che riescono a trasmettere all’altro: la propria performance sessuale

“le donne mi considerano uno bravo a letto” (o “gli uomini mi considerano una brava a letto”), sono solo maschere per nascondere paure più profonde: la paura di non valere niente, di non meritare attenzione, di non essere all’altezza. 

La seconda fase della sessualità di coppia 

È la fase in cui le cose iniziano ad andare male. Può succedere che alcune coppie partono direttamente da questa fase, senza provare neanche la prima. 

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Siamo già nella sfera dei problemi e difficoltà sessuali: insoddisfazione, eiaculazione precoce, secchezza vaginale, impotenza occasionale, dimensioni organi sessuali… 

In sostanza, in questa fase di difficoltà fisica sessuale, si diventa più intimi e vulnerabili verso il partner, cadono le maschere. Le reazioni possono essere diverse: adottare strategie di evitamento, oppure passare alla fase tre. 

Nel primo caso, si possono avere i seguenti casi:

  • le coppie che si lasciano perchè seppur provando diversi metodi più eccitanti non riescono a tornare allo stadio sessuale della fase iniziale e quindi decidono comunemente di separarsi proprio fisicamente.
  • le coppie che stipulano un tacito accordo di trascinamento del loro rapporto sessuale problematico: fanno l’amore regolarmente ma sono distanti nel profondo. 
  • le coppie che continuano a vivere insieme ma che clandestinamente cercano la fase iniziale della sessualità con altre persone e quindi finiscono per tradire.

La fase tre della sessualità di coppia

È la fase in cui i partner si scoprono completamente e intraprendono insieme un lavoro di crescita interiore. 

Ma chi sono le coppie che riescono ad accedere alla fase tre? Innanzitutto, tutte quelle persone che riconoscono che il ruolo del partner non è quello di farci sentire meglio, ma che al contrario, il suo ruolo è proprio quello di farci emergere le nostre ferite, così da poterle vedere ed elaborarle. 

Nella terza fase della sessualità di coppia, i partner devono essere disposti a mettersi a nudo e stare uno di fronte all’altro nella loro vulnerabilità, perché l’altro andrà a toccare le nostre ferite e ci farà male. 

Vulnerabilità è la parola chiave. Solo quando si è disposti a mostrare le proprie insicurezze, paure, lati nascosti, invidie e fastidi si entra nell’intimità più profonda tra partner, che rimangono complici e volenterosi di conoscersi e crescere.

Praticamente non esistono più le maschere, e invece di conquistare o possedere l’altro, i due partner decidono di “arrendersi” l’un l’altro, e mostrarsi veramente per come sono. 

Ad esempio:

per lui ammettere di praticare un sesso “sportivo” per mascherare la paura di non essere considerato abbastanza maschio, solo perché inconsciamente deve ancora dimostrare qualcosa a suo padre… è l’inizio di una trasformazione che porterà al vero amore. 

Per lei, scoprire che la secchezza vaginale dipende dalla paura di doversi arrendere a un uomo, la paura di essere invasa, perdendo il controllo del territorio… è l’inizio che porterà al vero amore. 

Il giudizio sessuale e la vera libertà sessuale

Il dramma all’origine di ogni paura sessuale è il giudizio verso se stessi. Ci auto-giudichiamo soprattutto per come siamo fatti fisicamente. Proprio per questo, si ha paura di mostrarsi nudi, sia fisicamente che psicologicamente. 

“Il giudizio è una vera e propria malattia della psiche e l’auto-giudizio è il più grande impedimento per superare i propri problemi esistenziali in genere.. e sessuali in particolari. Bisogna partire da questa presa di coscienza per poter guarire le difficoltà sessuali.” 

Ho il pene troppo piccolo, non riesco ad avere un’erezione, le tette piccole…. allora ho paura di leggere la delusione negli occhi dell’altro, o il giudizio negli occhi dell’altro, arrivo a immaginarmi cosa l’altro può pensare di me. 

Non posso essere felice in nessun altro modo se non vado prima a risolvere quel problema, che sia di erezione, di dimensione o di insoddisfazione. 

Come uscire dal giudizio?

Bisogna scindere due aspetti: a) la caratteristica fisica (il problema fisico) e b) la sensazione di malessere a causa di quel problema. 

“Sto male perché ho le tette piccole” o “Sto male perché ho il pene piccolo”: sensazione più caratteristica fisica. 

Poi bisogna comprendere il processo logico per cui il fatto di avere una caratteristica fisica oggettivamente inadeguata non è la conseguenza di un nostro sentire ma ne è la causa: “ho le tette piccole perchè sono inadeguata”.

A questo punto ci si pone altre domande: voglio uscire dalla sofferenza o voglio avere le tette o il pene migliori? 

Quello che si sta cercando è uno stato di benessere e sicurezza interiore che va oltre la caratteristica oggettiva. Quello che si vuole è sentirsi amati, un’emozione superiore che mette in secondo piano le caratteristiche fisiche. 

Quello che più ci fa male, dunque, non sono le dimensioni ma l’assenza di felicità.

Lo scopo allora non è più trasformare i miei difetti, avere una prestazione migliore, cercare di durare di più o fare un intervento chirurgico. Lo scopo è aprire il Cuore ed entrare nell’Amore. 

E con l’Amore, si vive la vera libertà sessuale: la libertà dai meccanismi che ci legano alla prestazione o alle dimensioni. 

Quando si accede alla libertà sessuale, non spariscono i problemi fisici sessuali ma accadono i miracoli: si incontrano persone che sono soddisfatte di me e mi valorizzeranno.

Un esercizio preliminare, consiste nel mettersi nudi davanti allo specchio… e osservare tutte le sensazioni che emergono. Provateci. Provateci almeno una volta. Come vi vedete voi, così vi vedono gli altri.

Un altro esercizio utile? Trova il tuo maestro: se vuoi imparare qualcosa devi stare vicino a qualcuno che è più avanti di te in quel cammino e abbracciare quella vibrazione cardiaca, facendola tua! 

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